Paola Tabet, un'antropologa a Platì


la foto è tratta dal portale web
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Fare ricerca non significa solo archivi, faldoni e fogli ingialliti, ma, se non soprattutto, partire dalla gente, dai dialoghi e per dirla alla Ungaretti - la vita è l'arte degli incontri -  dall'incontro e dal confronto.  È proprio quella parte che più amo nel lavoro di studioso e ricercatore. Ed è così che, mi sembra di ricordare fosse il 2014, da una chiacchierata con il cantastorie Nino Racco (uno degli ultimi in Calabria)  è emerso che nel lontano 1969, precisamente dal 22 al 30 novembre, un'antropologa, Paola Tabet, ha pensato di visitare Platì e, con mia sorpresa, registrare storie, detti e proverbi, ricavandone ben 73 brani. La ci vedo, fra le vie di Platì, con un registratore in mano e il taccuino in tasca fra la curiosità e l'incertezza della gente di fronte l'estraneo, perlopiù donna. Non che Platì non fosse ospitale, anzi, ma non credo abituato a un interesse che non fosse quello della cronaca. Mi sono messo subito in moto e dopo vari scambi epistolari (vabbé dai lo ammetto, erano email) ecco che arrivo a contattare la professoressa Tabet, sempre nel 2014. 
Speravo di trarne delle foto (come molti di voi sanno, la foto in bianco e nero è una mia passione) ma   - la mia ricerca a Platì, come avrai visto, è stata brevissima. Erano pochi i giorni previsti nei piani della discoteca di Stato, e penso sia interessante lavorare sulla cultura popolare del luogo e in genere della Calabria in una situazione così mutata dai tempi di quella ricercacosì mi racconta la professoressa a cui, nonostante la breve ricerca di cui parla, non posso che esserle grato (come penso in molti) per aver prodotto un lavoro così importante per la cultura platiese.
Ma non mi basta quanto raggiunto e rieccomi nuovamente alla ricerca: mi ricordo che anche Platì ha, penso per la prima volta nell'elenco dei professionisti, un'antropologa: Giuseppina Trimboli (per intenderci, figlia di Totu giostra) che risiede proprio a Roma e quindi nuovo incontro/confronto fino ad arrivare ad avere una copia delle registrazioni che Giuseppina richiede presso la Discoteca di Stato. Ascoltare quegli accenti, quel ritmo, quella cadenza, quegli intercalari, anzi, riscoprirli è come un immersione fra le acque del passato, come rivivere quelle storie attraverso una pratica tanto cara ai platiesi e alle genti del sud, che è il racconto popolare. Pratica che trova i suoi germi nelle viscere di quella che è stata la Magna Grecia e che anche a Platì ha lasciato traccia nei cognomi, nei toponimi e nella mentalità tutta.
Si domandava Tolkien: “Ancora, mi chiedo se verremo mai messi nelle canzoni o nei racconti...” ed è ciò che è successo a quegli uomini e quelle donne di Platì immortalati dalla Tabet nel nastro di un'audiocassetta. 

Ecco i nomi degli intervistati nel 1969:
Carbone Domenico - Fotia Caterina - Romeo Caterina - Cusenza Mariuzza - Ciampa Marianna - Catanzariti Giuseppe - Sergi Antonio - Trimboli Giuseppe - Musitano Domenico - Lentini Giuseppe - Mittica Antonio - Spagnolo Giuseppe - Zappia Filippo - Carbone Antonio - Carbone Francesco - Romeo Elisabetta

 Ed ecco i titoli degli indovinelli, dei proverbi e delle storie così come trascritti dalla Tabet: 

La *lanterna magica -*Chiu i San Petru - *Chia i tre fratri - *Bianca Cipolla - U *fattu i Betta Pilusa 
*Indovinelli
(La *ragazza balbuziente) - La *moglie costretta a parlareU *pecuraru quannu va alla missa: strambotto recitato - (*Chi non vuole lavorare, non puo' mangiare) - *Iuxa' - *Chiu i pappagai - *Attulina - *Chia du vecchiareiu - *Chia di sette soru - (La *sposa nera e quella bianca) - *Chia di destini - *Chia i setu soru e sette frati - *Chia i San Franciscu - (*Dormire con le figlie di Dio) - (Il *principe e la tempesta) - *Chia da figghia du spaccaligna - (La *regina infedele)
*Proverbi - (Il *giudice battuto con gli indovinelli)
*Indovinelli - *Fiorenta - *Nariuzzeria - La *medicina contro l'impotenza - 
*Storia i na strixa - (*Mettere il diavolo nell'inferno) - *Piccininnu  - *Indovinelli - *Chiu i l'orcu - (Il *patto di non arrabbiarsi)  - Le *uova e la prova di castita' - U *predicaturi e a trippa - (L'*imbroglione scopre un adulterio: il cibo va al marito invece che all'amante) - Il *figlio che dimostro' alla madre che le donne sono tutte leggere - Un *prete guarisce una donna - U *fattu i du frati - (*Come piacere al capitano) - U *maritu, a mugghieri e u medicu - U *conte - L'*uomo ingrato - U *grancu e a gurpi - U *vacabunnu - (La *ragazza aiuta l'eroe, seguita dall'episodio La fidanzata dimenticata) - (*Biancaneve) - U *fattu du porcuspinu - O *tinchina dell'alto mare - *Tredicinu - U *fattu e na mamma nu patre e nu figghiu - U *fattu di tre frati e na mamma chi camparu cu na ficareia - *Chia du frati e da soru - *Chia da figghia da sfera du suli e niputi du mperaturi - *Chia du scarpu - U *fattu du riccu cu u povaru - I *dudici monacelli - U *fattu du scarparu - U *fattu du vastuni i fortu - *Graziosa - U *fattu i na strixa - *Processione notturna delle anime dei morti - (*Fiabe non classificate) - U *animali cu sette testi 


Eccone un ritaglio da quelle registrazioni dove le persone intervistate sono: Romeo Caterina, Catanzariti Giuseppe, Cusenza Mariuzza, Barbaro Elisabetta, Romeo Elisabetta. Ho estrapolato questa traccia poiché molto bella, caratterizzata da racconti, proverbi e indovinelli ormai dimenticati.





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